garbo
Grazia discreta nel comportamento e nella cura dell'esecuzione.
Definizione
Qualità di chi sa muoversi, parlare e agire con misura e delicatezza, senza risultare pesante né sciatto. Il garbo non è semplice cortesia formale: è la capacità di calibrare gesti, parole e presenze in modo che l'altro si senta visto e rispettato. In senso esteso, indica anche la cura artigianale con cui qualcosa viene eseguito, quella precisione attenta che fa la differenza tra il fatto e il fatto bene.
Etimologia
Dal provenzale garbo, 'grazia, eleganza', forse dall'antico alto tedesco garawi, 'pronto, ordinato'. Attestato in italiano già nel Trecento.
Esempi d'uso
- «Rispose con garbo alle domande scomode, senza scivolare nella difensiva.»
- «Aveva quel garbo toscano che non si impara dai libri: veniva dalla bottega.»
- «Una cosa fatta a garbo — come si dice a Firenze — non è solo corretta: è precisa, curata, come si deve.»
- «Il garbo con cui gestiva i disaccordi era la sua forma di rispetto per gli altri.»
Sinonimi
riferito alla leggerezza dei movimenti o del portamento
con sfumatura estetica più marcata
più vicino alle buone maniere convenzionali
enfatizza la cura nell'evitare brusquerie
↳ Forma derivata, più esplicita ma meno usata di 'garbo'. Tende verso il registro formale o leggermente burocratico.
Contrari
mancanza di tatto e di rispetto nelle relazioni
assenza di cura nei modi e nell'esecuzione
impaccio fisico o sociale
Parole correlate
Nota del Paroliere
Garbo è una di quelle parole italiane che resistono alla traduzione esatta. Il suo corrispettivo inglese più vicino — 'grace' o 'poise' — cattura il lato estetico, ma perde il senso artigianale e umano che la parola porta con sé in certi contesti regionali, soprattutto toscani. 'Una cosa fatta a garbo' non è solo bella: è giusta, è come doveva essere fatta. C'è dignità nel garbo, non solo apparenza.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.