affabile
Cordiale con gli altri in modo naturale e senza affettazione, con una facilità nell'accogliere che non ha nulla della compiacenza.
Definizione
Di persona che sa rivolgere agli altri una cordialità senza sforzo: aperta, non costruita, capace di mettere a proprio agio chi si ha davanti senza nulla concedere all'adulazione. L'affabilità è una qualità relazionale — non una tecnica di compiacenza — perché nasce da una disposizione genuina all'incontro, non dal desiderio di piacere a tutti i costi.
Etimologia
Dal latino affabilis, derivato di affari, 'parlare a qualcuno' — composto di ad- e fari (parlare). L'affabile è letteralmente chi si lascia avvicinare, chi è accessibile alla parola.
Esempi d'uso
- «Era affabile con tutti, senza che questo sembrasse uno sforzo o un calcolo.»
- «La sua affabilità non era debolezza: sapeva anche essere diretto quando serviva.»
- «Un professionista affabile non è necessariamente meno rigoroso — spesso è il contrario.»
- «Si avvicinò con quell'affabilità naturale che metteva subito a proprio agio i nuovi arrivati.»
Sinonimi
calore nei rapporti, meno connotato della qualità relazionale profonda dell'affabile
degno di essere amato, con sfumatura più estetica
allegro e socievole, più superficiale dell'affabile
Contrari
scontroso nei modi, difficile da avvicinare
che allontana invece di accogliere
Nota del Paroliere
L'etimologia di affabile — chi si lascia avvicinare, chi è accessibile alla parola — dice già molto sulla qualità che descrive: non è un gesto attivo verso l'altro, ma una disponibilità a essere raggiunti. È forse per questo che l'affabilità autentica non si può simulare a lungo: richiede che la porta sia davvero aperta, non solo socchiusa.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.