biasimare
Esprimere disapprovazione con giudizio esplicito — più formale di criticare, più pesante di rimproverare.
Definizione
Esprimere disapprovazione verso qualcuno o qualcosa, formulando un giudizio negativo esplicito su un'azione, un comportamento o una scelta. È un'operazione verbale e morale al tempo stesso: chi biasima si colloca in una posizione di giudizio e la esplicita, a differenza di chi si limita a disapprovare in silenzio. Il tono è più formale e pesato di criticare o rimproverare.
Etimologia
Dal latino medievale blasphemare, attraverso il provenzale blasmar e l'italiano antico blasmare, poi biasimare. La stessa radice di blasfemo, dal greco blásphēmos (che parla male): il significato originario era più forte, vicino all'oltraggio; si è attenuato nel corso dei secoli.
Sinonimi
più neutro, non implica necessariamente una condanna morale
con sfumatura educativa o affettiva, spesso da superiore a inferiore
giudizio formale, spesso istituzionale
il più forte del gruppo: emette una sentenza, non solo un giudizio
Contrari
antonimo diretto
approvazione esplicita, con tono più elevato
antonimo neutro, senza necessità di esplicitare
Parole correlate
Nota del Paroliere
L'etimologia di biasimare porta sorprendentemente a blasfemo — stessa radice greca, stesso atto di parlar male di qualcuno. Nel Medioevo il confine tra bestemmia e biasimo era assai meno marcato di quanto siamo abituati a pensare. Oggi biasimare è un verbo di disapprovazione moderata, quasi formale; ma conserva sotto la superficie una severità antica.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.