Il Paroliere

bipolare

aggettivo

Relativo al disturbo bipolare in senso clinico; nel parlato comune, usato (impropriamente) per chi ha umori molto variabili.

tecnicocomunepsicologiapsicoanalisi

In psichiatria, descrive ciò che è relativo al disturbo bipolare: una condizione clinica riconosciuta dal DSM-5 e dall'ICD-11, caratterizzata dall'alternanza di episodi maniacali o ipomaniacali ed episodi depressivi, separati da fasi di stabilità relativa. Nel linguaggio comune il termine viene usato — spesso impropriamente — per indicare una persona dal carattere instabile o dagli umori imprevedibili: un uso che semplifica e distorce la realtà clinica.


Dal latino bi- (due) + polus (polo); in psichiatria, dalla nomenclatura di Karl Leonhard (1957).


maniaco-depressivotecnico

denominazione clinica precedente, ora meno usata


Poche parole tecniche hanno subito una distorsione così rapida nel passaggio al parlato comune. Quando qualcuno dice di una persona «è bipolare», quasi sempre intende qualcosa di vago — imprevedibile, lunatico, contraddittorio. Ma il disturbo bipolare è una condizione clinica precisa, con criteri diagnostici rigorosi, che può richiedere trattamento farmacologico a lungo termine. La differenza non è semantica: è la distanza tra un'etichetta e una vita.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-05-19T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-05-25T07:57:41.311Z← Tutte le voci