cifra
Simbolo numerico; in senso figurato, il tratto distintivo e irriducibile che rende inconfondibile la voce di un artista.
Definizione
Simbolo grafico che rappresenta un numero all'interno di un sistema di notazione — uno, zero, sette: elementi discreti con cui si compone ogni quantità. In senso figurato, la cifra di un artista è qualcosa di più sottile di uno stile: è la traccia inconfondibile che resta anche quando la tecnica cambia, il segno con cui una voce si riconosce tra mille.
Etimologia
Dall'arabo sifr, 'zero, vuoto', attraverso il latino medievale cifra. Lo stesso percorso etimologico di zero — entrambe le parole vengono dalla matematica araba medievale.
Esempi d'uso
- «Tre cifre dopo la virgola: una precisione che non serviva a nulla, ma lo tranquillizzava.»
- «Quella malinconia trattenuta era la sua cifra — la riconoscevi in ogni romanzo, anche nei più lievi.»
- «Una cifra a sei zeri che non diceva ancora nulla sul valore reale della cosa.»
- «La cifra stilistica di Morandi non è nei soggetti — è in quello spazio tra le bottiglie.»
Sinonimi
la quantità rappresentata, non il simbolo come la cifra
nel senso figurato, caratteristica riconoscibile di uno stile
segno distintivo lasciato da qualcuno, meno preciso della cifra
Contrari
assenza di tratti distintivi, opposto della cifra stilistica
impossibilità di essere riconosciuti, opposto della cifra come firma
Nota del Paroliere
La doppia vita di cifra — numero e identità stilistica — non è casuale: entrambi i sensi parlano di qualcosa di irriducibile, un'unità minima che non si può ulteriormente scomporre. La cifra stilistica di un artista è esattamente questo: il livello sotto il quale non si va, la cosa che rimane quando si toglie tutto il resto.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.