cinismo
In filosofia, scuola che esalta l'autosufficienza e il rifiuto delle convenzioni; nel linguaggio comune, atteggiamento di chi non crede in nessun valore come difesa contro la delusione.
Definizione
In filosofia, il Cinismo (con la maiuscola) indica la scuola fondata da Antistene e resa celebre da Diogene di Sinope nell'Atene del IV secolo a.C., caratterizzata dal rifiuto delle convenzioni sociali, dal disprezzo del lusso e dall'autosufficienza come virtù suprema. Nel linguaggio comune, il cinismo (con la minuscola) ha assunto un significato quasi opposto: non il rifiuto autentico delle convenzioni per vivere secondo natura, ma la postura di chi dichiara di non credere in nessun valore per non rischiare di essere deluso o di sembrare ingenuo. Il cinico contemporaneo non è un filosofo: è qualcuno che ha smesso di stupirsi perché ha deciso che non vale la pena farlo.
Etimologia
Dal greco kynikós «simile a un cane», da kýōn «cane» — con riferimento all'abitudine dei cinici di vivere in modo elementare come i cani, senza riguardo per le convenienze sociali. Alcuni collegano anche al ginnasio di Cinosarge (Kynosarges) dove Antistene insegnava. Il salto semantico dal Cinico filosofico al «cinico» nel senso moderno avviene gradualmente tra Illuminismo e Ottocento.
Esempi d'uso
- «Diogene era il cinico che viveva in una botte e si faceva luce in pieno giorno con una lanterna cercando “un uomo onesto”: non era un nichilista, era un provocatore con una tesi.»
- «Nel linguaggio politico, “è un cinico” significa quasi sempre: “fa finta di non credere in niente per non doversi mai impegnare davvero in nulla”.»
- «Il cinismo di massa — quella sensazione diffusa che “tanto cambia poco” — è uno dei combustibili dell'astensionismo elettorale e dell'indifferenza civile.»
- «C'è una differenza importante tra cinismo e disincanto: il disincantato ha perso le illusioni ma mantiene la capacità di vedere le cose per quello che sono; il cinico usa la perdita delle illusioni come alibi per non guardare affatto.»
Sinonimi
↳ Parzialmente sovrapposto, ma il disincanto non implica la postura difensiva tipica del cinismo contemporaneo.
↳ Il cinismo come nichilismo applicato alla vita quotidiana, senza base teorica sistematica.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
Il cinismo è la forma più elegante di codardia intellettuale. Non richiede coraggio di sostenere niente, perché non sostiene niente. Non rischia di sbagliare, perché non si espone. E nel frattempo si spaccia per realismo, per maturità, per esperienza del mondo. Il Diogene originale era il contrario: un uomo che credeva talmente nel valore dell'autosufficienza da vivere coerentemente con quella credenza, fino all'eccesso. Il cinico contemporaneo non ha credenze — ha solo l'aria di chi le ha avute e le ha perse. Il che è molto meno interessante.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.