effimero
Che dura un giorno, o meno: ciò che esiste nell'attimo senza pretendere l'eternità.
Definizione
Ciò che dura pochissimo, destinato a dissolversi prima ancora di lasciare un'impronta stabile. Dal greco ephémeros — «che dura un giorno» — porta con sé una tensione irrisolta tra il fascino del presente e la consapevolezza della sua fine: in filosofia si contrappone all'eterno, nell'uso comune descrive mode, emozioni o successi che brillano e svaniscono.
Etimologia
Dal greco ephémeros, composto di epí ('su, durante') e hēméra ('giorno'). In origine indicava letteralmente ciò che dura un solo giorno. Attraverso il latino epheměrus è entrato nelle lingue europee moderne.
Esempi d'uso
- «Il successo di quella canzone fu effimero: tre settimane di ascolti, poi il silenzio.»
- «C'è qualcosa di bello nell'effimero — il fiore di ciliegio dura poco proprio per questo.»
- «Le mode sono per definizione effimere; l'errore è trattarle come tendenze durature.»
- «Non era una felicità solida, ma neanche effimera: durava quanto durava, e bastava.»
Sinonimi
che passa, che non è definitivo — meno legato alla brevità estrema
che sfugge rapidamente — con più enfasi sulla velocità della sparizione
che passa senza lasciare traccia duratura
destinato a cadere, a finire — con sfumatura più malinconica
Contrari
senza inizio né fine — il polo opposto nella tradizione filosofica
che resiste nel tempo, che lascia un'impronta
che non cambia, che resta
Nota del Paroliere
Effimero è una delle parole più oneste della lingua: dichiara subito la propria condizione. Eppure non è sempre usata in senso negativo — in estetica giapponese, l'impermanenza (mono no aware) è una fonte di bellezza, non di lutto. Anche in italiano, chiamare «effimero» qualcosa può essere un riconoscimento, non solo un giudizio. L'effimero ben vissuto vale l'eterno mal sopportato.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.