epistemologia
La branca della filosofia che studia i fondamenti, i limiti e i criteri della conoscenza; la domanda non è cosa sappiamo ma come e perché sappiamo.
Definizione
La branca della filosofia che studia la conoscenza stessa: come è possibile, quali sono i suoi fondamenti, i suoi limiti e i suoi criteri di validità. Non si chiede cosa sappiamo, ma come sappiamo, perché ci fidiamo di certi metodi di conoscenza e non di altri, e cosa significa davvero «sapere qualcosa». Il Novecento è stato il secolo in cui l'epistemologia ha raggiunto la sua massima maturità e, al tempo stesso, la sua crisi più profonda. Martin Heidegger (1889–1976) sposta l'asse dall'epistemologia alla ontologia: la conoscenza non è mai neutrale, è sempre situata in un orizzonte storico e culturale (Dasein, «essere-nel-mondo»). Theodor W. Adorno e Max Horkheimer (Scuola di Francoforte): la Dialettica dell'Illuminismo (1944) è una critica epistemologica radicale alla ragione moderna — la ragione strumentale non è neutrale, serve interessi. Jürgen Habermas (1929–) propone un'epistemologia del dialogo: la conoscenza valida è quella che emerge da un processo di comunicazione libera, razionale e non distorta. Jacques Derrida (1930–2004) usa la decostruzione per mostrare come ogni discorso sia costruito su opposizioni binarie instabili. Zygmunt Bauman (1925–2017) sviluppa un'epistemologia della modernità liquida: i grandi sistemi di spiegazione — la religione, il marxismo, il liberalismo progressista — hanno perso la loro forza vincolante. Sapere, nell'epoca liquida, significa navigare nell'incertezza senza mappe stabili.
Etimologia
Dal greco episteme («conoscenza, sapere») + logos («studio, discorso»): letteralmente «discorso sul sapere». Episteme si distingue dalla doxa («opinione»): è la conoscenza fondata e giustificata, non la credenza.
Esempi d'uso
- «L'epistemologia di Heidegger non separa il soggetto conoscente dal mondo in cui è immerso: non possiamo capire come conosciamo senza capire come siamo-nel-mondo.»
- «Adorno sosteneva che la ragione illuminista aveva tradito se stessa: l'epistemologia della modernità aveva prodotto Auschwitz tanto quanto aveva prodotto la penicillina.»
- «La domanda epistemologica fondamentale della post-modernità è: se non esistono metanarrativi credibili, su quale fondamento costruiamo la conoscenza e l'etica?»
Sinonimi
denominazione descrittiva equivalente
termine equivalente, più classico
parzialmente equivalente
Contrari
posizione opposta: la conoscenza è certa e non interrogabile
Parole correlate
Nota del Paroliere
L'epistemologia è la madre di tutte le domande filosofiche perché interroga il presupposto di ogni altra domanda: come faccio a sapere ciò che credo di sapere? È una domanda che il pensiero ordinario evita perché è destabilizzante — ci siamo abituati ad agire come se il nostro modo di conoscere fosse ovvio e naturale. I grandi filosofi del Novecento — da Heidegger a Derrida, da Adorno a Bauman — hanno mostrato che non lo è affatto: ogni sistema di conoscenza è situato, interessato, parziale. Non è nichilismo: è onestà intellettuale.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.