fervore
Intensità ardente di sentimento o devozione, con un calore che va oltre la misura e diventa tratto del carattere.
Definizione
Intensità di sentimento o di impegno che supera la misura ordinaria e si manifesta come calore quasi fisico: nel fare, nel credere, nell'aderire a una causa. In ambito religioso indica uno stato di devozione accesa, in cui la preghiera o il rito diventano esperienza vissuta prima che dovere formale.
Etimologia
Dal latino fervor, derivato di fervere ('bollire, ardere'). La metafora originaria è del calore fisico che sale — la stessa radice di 'fervido', 'effervescente', 'fervente'. Attestato in italiano dal XIII secolo.
Esempi d'uso
- «Lavorava con un fervore che rendeva contagioso anche il compito più tedioso.»
- «Il fervore dei primi mesi si era affievolito, ma la convinzione era rimasta intatta.»
- «Pregava con fervore genuino, non con la recitazione meccanica di chi compie un rito per abitudine.»
- «C'è un fervore ideologico che non ammette dubbi — e proprio per questo finisce per consumarsi.»
Sinonimi
calore emotivo intenso — sfumatura più poetica del fervore
energia positiva verso un obiettivo — più leggero del fervore
sentimento forte e duraturo — il fervore è la sua forma più accesa
nel senso religioso: dedizione profonda a una fede o a una causa
Contrari
impegno scarso, adesione senza calore — l'opposto diretto del fervore
assenza di coinvolgimento emotivo
mancanza di risposta emotiva o motivazionale
Nota del Paroliere
Fervore è una delle parole che meglio rendono l'idea di un calore interiore che si fa visibile — non solo entusiasmo, ma qualcosa di più fisico, quasi febbrile. Nella tradizione cristiana era una delle qualità dell'anima in preghiera; nella modernità laica si è trasferito sul lavoro, sull'ideologia, sulla militanza. In entrambi i casi porta con sé un rischio: il fervore non temperato dalla ragione tende a bruciare ciò che tocca.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.