flemma
Calma strutturale che non si fa dettare il passo dall'urgenza altrui; nel lessico antico, uno dei quattro umori corporei.
Definizione
Disposizione interiore che rallenta senza fermare — chi ha flemma non ignora l'urgenza altrui, semplicemente vive a un ritmo che non si lascia dettare dall'esterno. Non è pigrizia né indifferenza: è una misura propria, spesso più utile del panico collettivo. Nell'umorismo antico era uno dei quattro umori corporei, legato alla freddezza e alla lentezza fisiologica.
Etimologia
Dal greco phlegma, 'fiamma, infiammazione' — e poi, per paradosso, 'muco', uno degli umori freddi del corpo secondo la medicina ippocratica. Il senso moderno di calma e lentezza deriva dall'umore flemmatico, considerato freddo e umido.
Esempi d'uso
- «Gestì la crisi con una flemma che agli altri sembrò incomprensibile e a lui perfettamente naturale.»
- «Non era lentezza la sua: era flemma — la differenza stava nel fatto che sapeva benissimo cosa stava facendo.»
- «La flemma britannica è un cliché, ma come tutti i cliché ha un fondo di osservazione vera.»
- «Rispose con flemma a domande che avrebbero fatto perdere la pazienza a chiunque altro.»
Sinonimi
più generico, non implica la qualità strutturale della flemma
calma in situazioni di pericolo, con sfumatura più eroica
impossibilità di essere turbati, più assoluta della flemma
Contrari
tendenza a reagire prima di elaborare
agitazione accelerata, opposto diretto del ritmo flemmatico
Nota del Paroliere
L'etimologia di flemma è un piccolo paradosso: la parola greca originale significava fiamma, infiammazione — poi, attraverso la medicina degli umori, è diventata il contrario. Oggi descrive esattamente l'opposto del fuoco: una qualità fredda, lenta, impermeabile all'urgenza. È uno di quei casi in cui la storia di una parola dice più della parola stessa.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.