grottesco
Che unisce il comico e il perturbante fino a rendere la realtà irriconoscibile — in arte come stile, nella vita come eccesso.
Definizione
Si dice di ciò che mescola elementi incongrui — il comico e il perturbante, il deforme e il familiare — fino a produrre un effetto di straniamento che non è né puro riso né pura inquietudine. In arte e letteratura designa uno stile che distorce il reale per rivelarne l'assurdità; nel parlato comune descrive situazioni o comportamenti talmente fuori misura da sembrare irreali.
Etimologia
Dall'italiano grotta: le decorazioni «alla grottesca» erano quelle trovate nelle grotte romane scavate nel Rinascimento — affreschi di figure ibride, animali e piante intrecciate in modo bizzarro. Da stile decorativo antico, il termine si è allargato a qualsiasi mescolanza incongrua.
Esempi d'uso
- «La scena aveva qualcosa di grottesco: seria nei toni, assurda nei contenuti.»
- «Il grottesco di Gogol' non fa ridere del tutto e non spaventa del tutto — e questo è il punto.»
- «Una situazione grottesca: tutto rispettava le regole, eppure il risultato era assurdo.»
- «Nell'arte di Bosch il grottesco non è ornamento: è il modo in cui il mondo viene visto.»
Sinonimi
strano e fuori norma, senza la componente perturbante del grottesco
che sfida la logica del reale, con sfumatura onirica
privo di senso logico, senza la mescolanza comico-inquietante
Contrari
elementi congruenti e ben proporzionati
che riproduce il reale senza deformarlo
Nota del Paroliere
L'etimologia di grottesco è una delle più sorprendenti: nasce da grotta, da affreschi rinascimentali scoperti sottoterra — figure ibride, corpi che si intrecciano con piante e animali. Da decorazione antica a categoria estetica universale, il termine ha percorso sei secoli senza perdere quella qualità di mescolanza incongrua che lo definisce. Kafka, Gogol', Bosch: tutti grotteschi, tutti incomparabili tra loro.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.