incipit
L'apertura di un testo che ne definisce il tono: in filologia, inizio del manoscritto; nel parlato colto, ogni esordio che porta già in sé ciò che segue.
Definizione
Le prime parole di un testo, quelle che decidono il tono prima ancora che il lettore se ne accorga. In filologia designa l'apertura di un manoscritto, spesso usata come titolo identificativo dell'opera; nel parlato colto indica qualsiasi inizio che porta già in sé la qualità di ciò che verrà. Un incipit riuscito non prepara: è già.
Etimologia
Dal latino incipit, terza persona singolare del presente di incipere (cominciare). Nei manoscritti medievali era la formula con cui il copista segnalava l'inizio del testo: Incipit liber primus — 'comincia il primo libro'.
Esempi d'uso
- ««Call me Ishmael» — un incipit che non spiega niente e dice tutto.»
- «Il problema non era il romanzo: era l'incipit, che non riusciva a staccarsi dalla pagina.»
- «In filologia l'incipit identifica spesso un manoscritto meglio di qualsiasi titolo.»
- «Ogni discorso ha il suo incipit, nel bene e nel male: il tono è già lì, nelle prime tre parole.»
Sinonimi
più generico, non implica la funzione identificativa dell'incipit
inizio di qualsiasi testo o performance, più neutro
usato in musica e narratologia per indicare l'avvio del pezzo
Contrari
in filologia, la formula che chiude il testo — opposto speculare dell'incipit
la parte conclusiva, che chiude ciò che l'incipit ha aperto
Nota del Paroliere
L'incipit è forse la parte di un testo su cui si lavora di più e che si dimentica di meno. Esistono interi libri dedicati ai migliori incipit della letteratura mondiale — a dimostrazione che quelle prime parole non sono un'introduzione ma già il testo stesso, condensato in poche sillabe che decidono tutto.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.