insolito
Che esula dall'abitudine senza essere anomalo; sorprendente nel contesto, non necessariamente negativo.
Definizione
Che si discosta dall'ordinario senza per questo risultare anomalo: qualcosa di insolito emerge dal flusso della routine e lo interrompe, ma non lo spezza. Non porta con sé un giudizio — può essere sorprendente, persino gradevole — e si distingue da «strano» per l'assenza di sfumatura valutativa, da «raro» perché riguarda il contesto, non la frequenza.
Etimologia
Dal latino insolitus, composto di in- (negativo) e solitus ('abituato, consueto'), participio passato di solere ('essere solito'). Letteralmente: ciò a cui non si è abituati.
Esempi d'uso
- «Quella mattina era successa una cosa insolita: nessuno aveva detto una parola per i primi dieci minuti.»
- «La sua risposta fu insolita — non sbagliata, solo diversa da tutto ciò che ci si aspettava.»
- «Trovarono il posto in un modo insolito: per caso, fuori strada, senza cercare.»
- «C'era qualcosa di insolito nell'aria — non di minaccioso, solo di diverso.»
Sinonimi
non abituale — quasi sinonimo esatto, leggermente più formale
al di fuori dell'uso comune — con più enfasi sulla norma statistica
che non corrisponde al tipo standard — più valutativo di insolito
Contrari
nella norma, senza sorprese — l'opposto diretto
abituale, atteso — ciò a cui si è abituati
che rientra nell'uso normale
Nota del Paroliere
Insolito è una parola gentile: non giudica, non allarma, si limita a segnalare che qualcosa si discosta dall'atteso. È meno drammatico di 'strano', meno raro di 'eccezionale', meno tecnico di 'atipico'. Proprio per questa neutralità è spesso la scelta giusta quando si vuole descrivere una deviazione dalla norma senza colorarla con un giudizio.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.