malaccio
Cosa o situazione di qualità scadente o andamento negativo; nell'uso toscano, esclamazione di disappunto.
Definizione
Qualcosa che va storto, fatto male, di qualità scadente. Formato da male più il suffisso peggiorativo -accio, porta un'enfasi espressiva che il semplice male non ha. Nell'uso popolare, specie toscano, può funzionare da esclamazione autonoma — «che malaccio!» — come scarica di disappunto immediato.
Etimologia
Composto di male (dal latino malus) con il suffisso peggiorativo -accio (dal latino -aceus, con valore spregiativo nell'italiano popolare). Lo stesso meccanismo di tempaccio, affaraccio, giornaccio: il suffisso amplifica il giudizio negativo già contenuto nella base.
Esempi d'uso
- ««Che malaccio, oggi» — cinque parole che in Toscana dicono tutto sul tempo, sull'umore e sulla giornata.»
- «Era un lavoro malaccio, fatto in fretta e senza cura — si vedeva lontano un miglio.»
- «Non è andata proprio bene, anzi: è andata malaccio.»
Sinonimi
giudizio di qualità negativa, più formale
di qualità inferiore al minimo accettabile
in modo cattivo o insoddisfacente
Contrari
abbastanza bene, con sfumatura di soddisfazione moderata
di qualità eccellente
Parole correlate
Nota del Paroliere
Malaccio è una di quelle parole che esistono per dare sfogo. Non analizza, non condanna: esprime. Il suffisso -accio fa il lavoro pesante — trasforma una valutazione in un'emozione — e per questo l'italiano popolare lo usa così volentieri.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.