malevolenza
Disposizione ostile e intenzionale verso qualcuno; più fredda dell'odio, più generica dell'invidia.
Definizione
Disposizione ostile e deliberata verso qualcuno: non antipatia passeggera, non rabbia reattiva — ma un orientamento stabile del volere contro. Distinta dall'odio per la minore intensità viscerale, e dall'invidia perché non richiede un oggetto specifico di confronto. Registro formale, con radici nella tradizione etica classica.
Etimologia
Dal latino malevolentia, composto di male (male) e velle (volere): letteralmente il voler male. Opposto diretto di benevolenza. Termine della tradizione etica e retorica classica, già in Cicerone come categoria dell'inimicizia ragionata.
Esempi d'uso
- «Non era rabbia la sua — era malevolenza: quella disposizione fredda che non passa con il tempo.»
- «Alcune critiche nascono dal merito, altre dalla malevolenza — e di solito si capisce subito quale.»
- «La malevolenza non urla: osserva, aspetta, e quando può, agisce.»
Sinonimi
atteggiamento contrario, meno deliberato e profondo
disposizione al male con sfumatura di piacere nel nuocere
ostilità radicata in un torto subito, più reattiva
stato di conflitto aperto tra due parti
Contrari
disposizione favorevole e buona verso qualcuno
bontà d'animo spontanea e benevola
Parole correlate
Nota del Paroliere
La malevolenza è il contrario della benevolenza, ma non è semplicemente il suo negativo. La benevolenza è attiva, generosa, si slancia verso gli altri. La malevolenza è più paziente: non si slancia, si installa — e aspetta il momento giusto per farsi sentire.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.