malleabile
Che si può modellare senza rompersi; per estensione, capace di adattarsi senza perdere la propria sostanza.
Definizione
In fisica dei materiali, si dice di un materiale che può essere deformato per pressione o percussione — steso in lamine o foglie — senza rompersi: l'oro è il metallo più malleabile conosciuto. Per estensione, in senso figurato, descrive una persona, una struttura o un'idea capace di adattarsi a situazioni nuove senza perdere la propria coerenza di fondo — ma con il rischio, quando la duttilità diventa eccessiva, di segnalare assenza di carattere.
Etimologia
Dal latino medievale malleabilis, derivato di malleus (martello). La metallurgia è il contesto originario: malleabile è ciò che regge i colpi del martello senza cedere.
Sinonimi
in metallurgia si riferisce alla deformazione per trazione, non per percussione — sfumatura tecnica importante
più generico, enfatizza la capacità di piegarsi senza rompersi
accentua la possibilità di essere dato a una forma, spesso in senso educativo o psicologico
più neutro, riferito soprattutto a comportamenti e strutture organizzative
Contrari
non cede alla pressione; in senso figurato, non si adatta
cede alla pressione ma si rompe, senza recupero
in senso caratteriale, non disposto a modificare posizioni o comportamenti
Parole correlate
Nota del Paroliere
La distinzione tecnica tra malleabile e duttile è una di quelle che la lingua comune ha smesso di fare: in metallurgia la malleabilità riguarda la deformazione per compressione o percussione, la duttilità quella per trazione. L'oro eccelle nella prima, il rame nella seconda. Nella lingua di tutti i giorni i due aggettivi si usano spesso come sinonimi — e capire perché non lo siano del tutto dice qualcosa di interessante su come il sapere tecnico si trasformi, e a volte si perda, nel passaggio alla lingua comune.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.