obliquo
Che devia dalla linea retta — nello spazio come geometria, nel comportamento come scelta di non procedere in modo diretto.
Definizione
Che non segue la linea retta o diretta: in geometria e nello spazio fisico, ciò che forma un angolo con la verticale o l'orizzontale; nel comportamento e nella comunicazione, ciò che procede per vie traverse invece di affrontare apertamente. Uno sguardo obliquo, un'allusione obliqua portano con sé un'ambivalenza costitutiva — possono essere astuzia o eleganza, elusione o stile.
Etimologia
Dal latino obliquus, 'di traverso, non diretto'. Composto di ob- (contro, di fronte) e un elemento connesso a liquis (obliquo, pendente). Attestato in italiano dal Trecento.
Esempi d'uso
- «La luce entrava obliqua nel tardo pomeriggio, disegnando ombre lunghe sul pavimento.»
- «Una critica obliqua è spesso più efficace di una frontale — e più difficile da rispedire al mittente.»
- «Procedeva per vie oblique: non mentiva mai, ma raramente diceva le cose in modo diretto.»
- «Uno sguardo obliquo — non di lato, ma di angolo — come chi osserva senza voler essere visto.»
Sinonimi
che attraversa di lato, con sfumatura più tecnica
che non va al punto, più neutro dell'obliquo
che suggerisce senza affermare, nel registro comunicativo
Contrari
che va al punto senza aggirarsi
che forma un angolo retto, opposto geometrico
Nota del Paroliere
Obliquo è una parola che sa di angolo: non di curva, non di zigzag, ma di quella deviazione precisa e controllata che sa dove sta andando. Nel senso figurato porta con sé qualcosa di tatticamente intelligente — chi procede per vie oblique non è necessariamente disonesto, spesso è semplicemente più consapevole delle resistenze che incontrerebbe andando dritto.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.