Il Paroliere

propaganda

sostantivofemminile

Diffusione sistematica di informazioni o idee, spesso selettive, per orientare l'opinione pubblica su scala di massa attraverso canali controllati.

comuneformalestorico-politicopoliticasociologiacomunicazionestoria

Diffusione sistematica e organizzata di informazioni, idee o immagini — spesso selettive, semplificate o distorte — finalizzata a orientare le opinioni e i comportamenti di un pubblico ampio a favore di un'ideologia, un governo, un'entità o una causa. A differenza della → persuasione individuale, la propaganda opera su scala di massa e attraverso canali controllati (stampa, radio, oggi piattaforme digitali), ripetendo pochi messaggi semplici fino a renderli percezione condivisa. Il termine, nato in ambito religioso per indicare la diffusione della fede cattolica, ha assunto la connotazione politica e spregiativa attuale soprattutto nel Novecento, con l'uso sistematico che ne fecero i regimi totalitari, ma propaganda in senso tecnico si applica anche a campagne commerciali, sanitarie o militari che non implicano necessariamente falsità.


Dal latino moderno propaganda, gerundivo femminile di propagare («propagare, diffondere»), originariamente nella locuzione Congregatio de Propaganda Fide, l'organismo istituito dalla Chiesa cattolica nel 1622 per la diffusione della fede. Il significato politico-secolare, con connotazione spesso negativa, si afferma pienamente nel XX secolo.


  • «La propaganda bellica dei due schieramenti dipingeva il nemico come disumano: era più facile mandare i soldati a combattere qualcuno privato di volto.»
  • «Non tutta la comunicazione istituzionale è propaganda: lo diventa quando smette di informare e comincia sistematicamente a occultare i fatti sfavorevoli.»
  • «Gli storici dei media distinguono la propaganda dichiarata — che si presenta come tale — dalla propaganda occulta, che si maschera da informazione neutra ed è proprio per questo più efficace.»
  • «L'→ effetto alone giocava a favore del regime: mostrare il leader in pochi contesti sempre positivi (il lavoro, la famiglia, lo sport) bastava a far presumere buone qualità anche nelle aree su cui nessuno aveva informazioni dirette.»

indottrinamentoformale

più centrato sull'imposizione sistematica di un sistema di credenze, spesso in contesti educativi o totalitari

disinformazionetecnico

quando la propaganda si basa specificamente su contenuti falsi o distorti in modo deliberato


informazione indipendenteformale

comunicazione che riporta fatti verificabili senza finalità di orientamento ideologico

pluralismopolitico

coesistenza di fonti e punti di vista diversi, che neutralizza il monopolio del messaggio


propagandarepropagandisticodemagogiamanipolazionedisinformazionepersuasione

Edward Bernays, nipote di Freud e fondatore delle moderne relazioni pubbliche, scrisse nel 1928 un libro intitolato semplicemente Propaganda, in cui sosteneva senza imbarazzo che la manipolazione organizzata dell'opinione pubblica fosse un elemento necessario di ogni società democratica complessa. È un promemoria utile: la propaganda non nasce con i totalitarismi del Novecento, li precede e li sopravvive, cambiando semplicemente forma — dai manifesti murali ai contenuti sponsorizzati sui social media. Ciò che la distingue sempre dalla comunicazione legittima non è la persuasività (anche una buona campagna informativa persuade), ma l'assenza di contraddittorio: la propaganda funziona meglio dove il pubblico non ha accesso a fonti alternative con cui confrontarla.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-08-10T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-08-24T06:58:39.403Z← Tutte le voci