Il Paroliere

querulo

aggettivo

Incline alla lagnanza continua e petulante; in senso letterario, di suono o voce dal tono lamentoso e insistente.

comuneletterariocomportamentopsicologialetterario

Chi si lamenta in modo continuo e insistente, esternalizzando il disagio attraverso lagnanze ripetute che finiscono per stancare chi ascolta. Non è la tristezza o l'insoddisfazione in sé a definirlo, ma il gesto di riversarle fuori in forma di protesta petulante. In senso letterario, si applica anche a suoni e voci dal tono lamentoso e prolungato.


Dal latino querulus, derivato di queri, 'lamentarsi, protestare'. La radice è condivisa con querela e querelare.


  • «Aveva un tono querulo che rendeva ogni richiesta un'accusa implicita.»
  • «Il bambino diventava querulo verso sera, quando la stanchezza cedeva alla frustrazione.»
  • «Una voce querula e insistente filtrava dalle stanze del piano di sopra.»
  • «Non era triste, era querulo — c'è differenza: uno ti commuove, l'altro ti sfianca.»

lamentosocomune

meno letterario, più diretto

piagnucolosocolloquiale

connotazione infantile o derisoria

petulantecomune

enfatizza l'insistenza più che la lamentela


stoicocomune

chi affronta il disagio senza esteriorizzarlo

rassegnatocomune

chi accetta senza protestare, a differenza del querulo


Querulo è una di quelle parole che fanno sentire qualcosa anche nel suono: quella u prolungata, quel finale in -ulo, sembrano quasi replicare il tono di chi descrivono. Nel parlato quotidiano si preferisce lamentoso o piagnucoloso, ma querulo porta con sé una dignità letteraria che rende il fastidio quasi classico.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-05-19T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-05-25T07:57:46.557Z← Tutte le voci