querulo
Incline alla lagnanza continua e petulante; in senso letterario, di suono o voce dal tono lamentoso e insistente.
Definizione
Chi si lamenta in modo continuo e insistente, esternalizzando il disagio attraverso lagnanze ripetute che finiscono per stancare chi ascolta. Non è la tristezza o l'insoddisfazione in sé a definirlo, ma il gesto di riversarle fuori in forma di protesta petulante. In senso letterario, si applica anche a suoni e voci dal tono lamentoso e prolungato.
Etimologia
Dal latino querulus, derivato di queri, 'lamentarsi, protestare'. La radice è condivisa con querela e querelare.
Esempi d'uso
- «Aveva un tono querulo che rendeva ogni richiesta un'accusa implicita.»
- «Il bambino diventava querulo verso sera, quando la stanchezza cedeva alla frustrazione.»
- «Una voce querula e insistente filtrava dalle stanze del piano di sopra.»
- «Non era triste, era querulo — c'è differenza: uno ti commuove, l'altro ti sfianca.»
Sinonimi
meno letterario, più diretto
connotazione infantile o derisoria
enfatizza l'insistenza più che la lamentela
Contrari
chi affronta il disagio senza esteriorizzarlo
chi accetta senza protestare, a differenza del querulo
Nota del Paroliere
Querulo è una di quelle parole che fanno sentire qualcosa anche nel suono: quella u prolungata, quel finale in -ulo, sembrano quasi replicare il tono di chi descrivono. Nel parlato quotidiano si preferisce lamentoso o piagnucoloso, ma querulo porta con sé una dignità letteraria che rende il fastidio quasi classico.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.