recòndito
Nascosto in profondità, fisicamente o interiormente; lontano dalla superficie e dallo sguardo comune.
Definizione
Che si trova o si tiene nascosto in profondità, lontano dalla superficie e dallo sguardo comune. Si dice tanto di luoghi fisici — una stanza recòndita, un angolo recòndito di un palazzo — quanto di dimensioni interiori: un desiderio recòndito è quello che non si osa formulare, che abita gli strati più silenziosi della coscienza. In filosofia e in mistica, il recòndito è spesso il luogo dove si custodisce la verità più difficile da raggiungere.
Etimologia
Dal latino reconditus, participio passato di recondere (riporre, nascondere), composto di re- (di nuovo, indietro) + condere (mettere insieme, riporre). La radice è la stessa di condire e di fundus.
Sinonimi
più neutro, senza la connotazione di profondità interiore
accentua la dimensione deliberata del nascondimento
sinonimo quasi diretto, di registro ugualmente elevato
il nascondimento come atto consapevole di copertura
Contrari
evidente, visibile, esposto alla percezione comune
che si mostra apertamente, senza occultamento
antonimo della profondità interiore implicata dall'aggettivo
Parole correlate
Nota del Paroliere
L'accento sulla seconda sillaba — re-còn-dito — è uno dei marcatori fonetici del registro letterario italiano: chi lo sposta sulla terza (re-con-dì-to) rivela una frequentazione meno assidua con la poesia e la prosa d'arte. La parola porta con sé la qualità di tutto ciò che descrive: è discreta, non si impone, preferisce restare nell'ombra del lessico colto. Leopardi la usa con naturalezza; nei testi contemporanei appare raramente, quasi a custodire la propria rarità.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.