retrogrado
Chi resiste al cambiamento e guarda al passato; chi giudica il nuovo con diffidenza sistematica. Meno pop di «boomer», più diretto.
Definizione
Detto di persona, atteggiamento o idea che tende a preservare o ripristinare l'ordine passato, resistendo attivamente al cambiamento. In senso proprio indica chi vuole tornare indietro; in senso figurato, e spesso ironico, chi è incapace di aggiornarsi, chi giudica il nuovo con diffidenza sistematica. Come sostantivo indica direttamente quella persona. Nel linguaggio giovanile contemporaneo è spesso intercambiabile con boomer, ma con tono meno pop e più diretto.
Etimologia
Dal latino retrogradus, composto di retro («indietro») e gradus («passo, movimento»): chi cammina all'indietro. In astronomia indica il moto apparente di un pianeta che sembra spostarsi in direzione contraria rispetto al normale; in politica e cultura entra già nell'Ottocento come etichetta per chi si oppone al progresso.
Esempi d'uso
- «Le sue posizioni sullo smart working erano così retrograde che i colleghi giovani avevano smesso di discuterne con lui.»
- «Non era una questione di età: era retrogrado per convinzione, non per abitudine.»
Sinonimi
↳ più politico, meno connotato negativamente
↳ più forte, implica opposizione attiva al progresso
↳ → vedi lemma; più generazionale e pop
↳ più ironico, più informale
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
«Retrogrado» è più vecchio e più serio di «boomer»: ha radici astronomiche (il moto retrogrado dei pianeti), è entrato nella politica ottocentesca e ha percorso tutto il Novecento come etichetta ideologica. Oggi convive con «boomer» nel linguaggio comune, ma non è la stessa parola: «retrogrado» giudica l'idea o il comportamento; «boomer» giudica la persona attraverso la sua generazione di appartenenza. La differenza è sottile ma conta.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.