Il Paroliere

sfilacciato

aggettivo

Che si sfalda ai bordi, logoro nelle fibre; in senso figurato, privo di coesione per deterioramento graduale.

comuneletterariooggettilinguaggio figuratotessile

Di tessuto o materiale le cui fibre si sono separate ai bordi, consumate fino a perdere coesione. In senso figurato, descrive ciò che ha perso compattezza senza rompersi del tutto — un racconto, un'argomentazione, un legame che si disperde per logoramento progressivo, non per frattura netta.


Participio passato di sfilacciare, derivato di filaccio, 'filo di scarto, fibra consumata'. La radice è filo, dal latino filum.


  • «La giacca aveva i polsini sfilacciati, e lui non se ne era mai accorto o non gli importava.»
  • «Il discorso divenne sfilacciato verso la fine: le idee si separavano senza trovare un centro.»
  • «Un'amicizia sfilacciata non è rotta — è peggio: è presente e assente allo stesso tempo.»
  • «Rimase qualcosa di sfilacciato tra loro dopo quella conversazione, un filo tirato troppo.»

logorocomune

più generico, non implica necessariamente la separazione delle fibre

sfrangiatocomune

specifico per bordi con frange libere, meno metaforico

lacerocomune

implica rottura, non logoramento graduale


compattocomune

solido, con fibre o elementi ben tenuti insieme

integroformale

privo di deterioramento, ancora nella sua forma originale


Sfilacciato funziona bene in italiano perché il senso letterale e quello figurato convivono senza che uno sovrasti l'altro. Dire 'un'amicizia sfilacciata' richiama immediatamente l'immagine del tessuto, ma non la carica di peso simbolico eccessivo. È una metafora onesta: descrive il deterioramento senza drammatizzarlo.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-05-19T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-05-25T07:57:47.569Z← Tutte le voci