sgomento
Paura mista a stupore disorientante, che coglie davanti a ciò che non si credeva possibile.
Definizione
Turbamento improvviso e profondo che coglie di fronte a qualcosa di inatteso, incomprensibile o terribile — qualcosa che non si era immaginato potesse esistere o accadere. A differenza della paura, lo sgomento ha una componente di stupore che paralizza prima ancora di spaventare: il mondo rivela una dimensione che la mente non aveva previsto.
Etimologia
Dal verbo sgomenare, derivato del longobardo *gaumjan o dal gotico *gaumjan, 'badare, prestare attenzione' — con prefisso s- intensivo. L'evoluzione semantica ha spostato il senso verso il turbamento e la perdita di orientamento.
Esempi d'uso
- «Guardò i dati con sgomento: non era un errore, erano quelli giusti.»
- «Lo sgomento dei sopravvissuti non era solo paura — era l'impossibilità di mettere in parole ciò che avevano visto.»
- «Provò un momento di sgomento puro quando si accorse che nessuno sembrava preoccupato.»
- «La notizia la lasciò sgomenta: non era preparata a quella possibilità.»
Sinonimi
simile, ma con più enfasi sullo stupore e meno sulla paura
turbamento profondo, spesso collettivo — più solenne di sgomento
paura intensa — senza la componente di stupore tipica dello sgomento
disorientamento — più legato alla perdita che alla sorpresa
Contrari
controllo di sé di fronte a situazioni difficili
capacità di non essere scossi da nulla
Nota del Paroliere
Lo sgomento è una delle emozioni più difficili da reggere — non perché faccia male come il dolore, ma perché richiede di ridisegnare la mappa del mondo. Chi prova sgomento ha appena scoperto che qualcosa era possibile e non lo sapeva. In letteratura è spesso il momento che cambia tutto: prima dello sgomento c'è una realtà, dopo c'è un'altra. Per questo la parola ha una densità che va oltre il semplice spavento.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.