sinestesia
Percezione neurologica che unisce sensi diversi; in retorica, figura che accosta parole di sensi diversi.
Definizione
In neurologia, una condizione percettiva per cui la stimolazione di un senso attiva automaticamente anche un altro senso — chi la vive può, per esempio, percepire colori nell'ascoltare suoni o numeri. In retorica, la figura che accosta nella stessa espressione parole appartenenti a sensi diversi, come «un silenzio caldo» o «un colore assordante», per creare un'immagine più densa di quanto ciascun senso riuscirebbe a rendere da solo.
Etimologia
Dal greco sýn («insieme») e aísthesis («sensazione, percezione»). Il termine retorico e quello neurologico condividono l'etimologia ma si sono sviluppati come discipline separate a partire dal XIX secolo.
Esempi d'uso
- «Per chi vive la sinestesia cromatica-numerica, ogni cifra ha un colore fisso, indipendente dalla volontà.»
- ««Un silenzio caldo copriva la stanza» è una sinestesia che unisce tatto e udito in un'unica immagine.»
- «Baudelaire e i simbolisti hanno fatto della sinestesia uno strumento centrale della loro poetica delle corrispondenze.»
Sinonimi
descrizione più clinica, usata in ambito neuroscientifico
Parole correlate
Nota del Paroliere
La sinestesia è un caso raro in cui un termine scientifico e una figura retorica condividono lo stesso nome senza essere la stessa cosa: la sinestesia neurologica è un fatto involontario del cervello, quella retorica è una scelta costruita — ma entrambe raccontano che i confini tra i sensi, nella percezione umana, sono più permeabili di quanto la fisiologia da manuale suggerisca.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.