tangibile
Percepibile, concreto, verificabile: di ciò che esiste nel mondo sensibile o si misura con evidenza diretta.
Definizione
Ciò che può essere percepito attraverso i sensi o verificato con evidenza diretta; reale, concreto, non ipotetico. In filosofia indica ciò che appartiene al mondo sensibile, contrapposto all'astratto o all'ideale. Nel linguaggio comune qualifica risultati, prove o differenze che non lasciano spazio al dubbio.
Etimologia
Dal latino tardo tangibilis, derivato di tangere, 'toccare'. Entrato nell'uso italiano attraverso il latino medievale e il francese tangible.
Esempi d'uso
- «Dopo mesi di lavoro, i risultati tangibili erano ancora pochi — ma almeno c'erano.»
- «Aveva bisogno di qualcosa di tangibile, non di promesse: un documento, una data, un numero.»
- «In filosofia empirista, la conoscenza valida è quella fondata su dati tangibili, non su intuizioni.»
- «La differenza tra i due approcci era tangibile: bastava leggere i numeri.»
Sinonimi
più enfatico sulla materialità e sull'opposto di vago
esistente, non immaginato — ma meno legato alla percezione diretta
simile, con sfumatura sensoriale più marcata
nel senso filosofico: percepibile dai sensi
Contrari
che non ha forma fisica o percezione diretta
che non può essere toccato o misurato — anche in senso figurato
supposto, non ancora verificato
Nota del Paroliere
Tangibile è una parola che nel quotidiano ha perso quasi tutta la sua fisicità: si parla di 'risultati tangibili' o 'benefici tangibili' senza pensare al toccare. Eppure il corpo è ancora lì, nell'etimologia. Quando qualcosa è davvero tangibile — non solo misurabile in un foglio Excel, ma presente, sotto mano, reale — la parola recupera tutto il suo peso. Vale la pena usarla con questa consapevolezza.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.