velleità
Desiderio debole che non diventa mai azione, per mancanza non di capacità ma di vera determinazione.
Definizione
Aspirazione che rimane allo stadio del desiderio, priva della volontà necessaria a tradursi in azione. Non è ambizione — che muove — né rimpianto — che ricorda: è il grado zero dell'impegno, il punto in cui si vorrebbe senza voler davvero.
Etimologia
Dal latino velleitas, da velle (volere) nella sua forma più debole; termine della scolastica medievale per indicare il volere senza il corrispondente atto volitivo.
Sinonimi
formulazione descrittiva dello stesso stato, meno precisa
impulso passeggero, spesso irrazionale — meno serio della velleità
Contrari
desiderio accompagnato da volontà concreta di realizzazione
volontà che non si arresta di fronte agli ostacoli
Nota del Paroliere
La scolastica medievale aveva bisogno di una parola per il volere a metà — quell'atto incompleto che si arresta prima di diventare impegno. L'hanno chiamato velleitas: da velle, ma con un suffisso che ne svuota la forza. Nella psicologia contemporanea diremmo forse procrastinazione motivazionale. Ma velleità è più onesta: non è che si rimanda — è che non si vuole abbastanza.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.