veniale
Di colpa lieve, perdonabile per definizione: non rompe nulla di essenziale, al più incrina.
Definizione
Di colpa, mancanza o errore che, per la sua lievità, non preclude il perdono e non produce conseguenze irreparabili. In teologia cattolica si contrappone al peccato mortale: non recide il legame con Dio, ma lo indebolisce. Nel linguaggio comune descrive qualsiasi trasgressione minore, scusabile quasi per natura.
Etimologia
Dal latino venialis, 'degno di perdono', derivato di venia, 'grazia, perdono'. La stessa radice di venire (nel senso di condiscendere) e di avvenire.
Esempi d'uso
- «Un ritardo veniale in quel contesto non avrebbe cambiato nulla.»
- «Lo considerò un errore veniale e andò avanti senza pesarlo troppo.»
- «In teologia la distinzione tra peccato veniale e mortale ha conseguenze precise; nel parlato quotidiano si usa più liberamente.»
- «Dimenticarsene una volta era veniale; farlo sistematicamente era altro.»
Sinonimi
descrive la gravità, non la perdonabilità
equivalente funzionale nel parlato corrente
ammette attenuanti, tono più pragmatico
Contrari
in teologia, il peccato che recide il legame con Dio
con conseguenze che non si lasciano ignorare
Nota del Paroliere
Veniale è una di quelle parole che porta con sé un intero sistema di valori senza dichiararlo: implica che esista una gerarchia delle colpe, che alcune siano pesabili e classificabili. Fuori dal contesto religioso conserva quella struttura implicita: dire 'è veniale' è già un atto di giudizio, anche se leggero.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.