abitudine
Azione ripetuta fino a diventare automatica: risorsa cognitiva o inerzia silenziosa, a seconda di quanto si continua a sceglierla.
Definizione
Comportamento o sequenza d'azione che, ripetuta nel tempo, perde progressivamente il carattere di scelta consapevole e si consolida come schema autonomo. L'abitudine alleggerisce il carico cognitivo del quotidiano, ma può trasformarsi in inerzia: non ciò che si preferisce, ma ciò a cui ci si è abbandonati senza più deliberare.
Etimologia
Dal latino habitudinem, da habere (avere, tenersi in un certo stato).
Sinonimi
abitudine consolidata nel tempo, spesso condivisa socialmente
abitudine collettiva o individuale radicata
pratica ricorrente, più neutro
Contrari
ciò che si sceglie consapevolmente per la prima volta
Nota del Paroliere
Il paradosso dell'abitudine è che nasce sempre da una scelta, poi si dimentica di esserlo stata. William James la considerava il volano della società; la psicologia cognitiva moderna la descrive come un risparmio di risorse attentive. Ma il risparmio ha un costo: smetti di chiederti se quella cosa vale ancora la pena.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.