accondiscendenza
Tendenza a cedere alle richieste altrui, tra flessibilità e compiacenza.
Definizione
Disposizione a cedere alle richieste, ai desideri o alle opinioni altrui, anche quando ciò comporta rinunciare alle proprie posizioni o convenzioni. L'accondiscendenza può avere una valenza positiva — flessibilità, disponibilità, rispetto per l'altro — o negativa, quando diventa compiacenza sistematica, incapacità di dissentire o tendenza a evitare il conflitto a qualunque costo. In psicologia è spesso descritta come tratto della personalità legato alla paura del rifiuto o al bisogno di approvazione.
Etimologia
Dal latino condescendere, composto di con- (insieme) e descendere (scendere): 'abbassarsi al livello di qualcuno', con originale sfumatura di condiscendenza benevola da parte di chi si trova in posizione superiore. In italiano il termine ha progressivamente perso la connotazione gerarchica per indicare più genericamente la disposizione a venire incontro agli altri.
Esempi d'uso
- «La sua accondiscendenza nei confronti del capo aveva smesso di sembrare diplomazia: era diventata una forma di autodissoluzione.»
- «Un'accondiscendenza ben calibrata nei negoziati può aprire spazi che la rigidità avrebbe chiuso.»
- «I bambini imparano presto a distinguere l'accondiscendenza autentica dei genitori da quella stanca, che concede tutto pur di evitare la lite.»
- «Non confondere accondiscendenza con gentilezza: la prima evita il conflitto, la seconda lo attraversa senza ferire.»
Sinonimi
con sfumatura più negativa: desiderio di piacere agli altri a scapito della propria autenticità
forma correlata, oggi spesso percepita come paternalistica: abbassarsi al livello dell'altro con un senso implicito di superiorità
tendenza a cedere facilmente nelle discussioni o nei contrasti
accezione positiva: apertura e flessibilità verso gli altri
Contrari
capacità di esprimere le proprie posizioni con chiarezza senza aggredire né cedere
rifiuto di qualsiasi compromesso o cedimento
stabilità nelle proprie posizioni di fronte alle pressioni esterne
Nota del Paroliere
Accondiscendenza è una parola che ha cambiato gradualmente reputazione. In italiano classico era spesso una virtù: il saggio che si abbassa al livello del discepolo, il potente che viene incontro al povero. Nella psicologia contemporanea, soprattutto nella letteratura sul people-pleasing e sui pattern relazionali disfunzionali, tende invece ad apparire come un tratto da correggere — una forma di rinuncia a sé stessi mascherata da gentilezza. Entrambe le letture sono legittime: la parola contiene entrambe le possibilità, e il contesto decide quale prevale.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.