acrimonia
Risentimento sedimentato che affiora nel tono: non rabbia che esplode, ma asprezza che corrode.
Definizione
Asprezza nel tono o nelle parole che non nasce dall'impulso del momento ma da qualcosa di più sedimentato — un risentimento che affiora lentamente, corrosivo e persistente. A differenza dell'ira, che si consuma nello scoppio, l'acrimonia resta: si insinua nel modo di parlare, nel timbro con cui si risponde, nella distanza che si mantiene.
Esempi d'uso
- «Rispose con un'acrimonia che tradiva settimane di silenzio accumulato.»
- «Non era arrabbiato — era peggio: parlava con quell'acrimonia sottile di chi ha smesso di sperare.»
- «L'acrimonia nei suoi commenti era così costante da essere diventata parte del suo stile.»
Sinonimi
risentimento più diretto, meno sottile
quasi sinonimo, con sfumatura più letteraria e arcaica
più passivo, meno aggressivo dell'acrimonia
Contrari
dolcezza nel carattere e nel tono
calore nel modo di relazionarsi
Nota del Paroliere
Acrimonia e acredine sono quasi fratelli, ma acrimonia ha un respiro più lungo: descrive non il momento di attrito, ma il sedimento di una relazione che si è incrinata nel tempo. Chi parla con acrimonia non sta esplodendo — sta mostrando quanto ha trattenuto.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.