Il Paroliere

acrimonia

sostantivofemminile

Risentimento sedimentato che affiora nel tono: non rabbia che esplode, ma asprezza che corrode.

comuneletterariocarattereconflitto

Asprezza nel tono o nelle parole che non nasce dall'impulso del momento ma da qualcosa di più sedimentato — un risentimento che affiora lentamente, corrosivo e persistente. A differenza dell'ira, che si consuma nello scoppio, l'acrimonia resta: si insinua nel modo di parlare, nel timbro con cui si risponde, nella distanza che si mantiene.


  • «Rispose con un'acrimonia che tradiva settimane di silenzio accumulato.»
  • «Non era arrabbiato — era peggio: parlava con quell'acrimonia sottile di chi ha smesso di sperare.»
  • «L'acrimonia nei suoi commenti era così costante da essere diventata parte del suo stile.»

astiocomune

risentimento più diretto, meno sottile

acredineletterario

quasi sinonimo, con sfumatura più letteraria e arcaica

amarezzacomune

più passivo, meno aggressivo dell'acrimonia


mitezzacomune

dolcezza nel carattere e nel tono

cordialitàcomune

calore nel modo di relazionarsi


Acrimonia e acredine sono quasi fratelli, ma acrimonia ha un respiro più lungo: descrive non il momento di attrito, ma il sedimento di una relazione che si è incrinata nel tempo. Chi parla con acrimonia non sta esplodendo — sta mostrando quanto ha trattenuto.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-05-19T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-05-25T07:57:40.549Z← Tutte le voci