amnesia
Perdita parziale o totale della memoria per certi eventi o periodi, dovuta a cause neurologiche, traumatiche o psicologiche.
Definizione
Disturbo della memoria caratterizzato dall'incapacità parziale o totale di ricordare eventi, informazioni o periodi di vita che prima erano accessibili, dovuto a cause organiche, psicologiche o traumatiche. In neurologia il termine copre forme diverse, come l'amnesia anterograda, in cui non si fissano nuovi ricordi, e l'amnesia retrograda, in cui si perde in tutto o in parte il passato; in psicologia clinica può indicare anche assenze selettive legate a traumi, in cui la mente sembra chiudere una stanza per proteggere chi la abita. Nell'uso comune, la parola è scivolata talvolta in iperbole ironica, quando si finge di non ricordare ciò che è solo scomodo.
Etimologia
Dal greco amnēsía, “dimenticanza, perdita di memoria”, composto da a- privativo e mnḗmē “memoria, ricordo”, della stessa famiglia di mnēmoneúein “ricordare”. Entrato nelle lingue scientifiche europee attraverso il lessico medico ottocentesco, in italiano ha mantenuto il valore tecnico ma ha guadagnato nel parlato un uso iperbolico e metaforico.
Esempi d'uso
- «Dopo il trauma cranico, il paziente presenta un'amnesia anterograda: ricorda il passato, ma non riesce a fissare i fatti del giorno prima.»
- «L'amnesia legata alle violenze subite non è finzione, ma il modo in cui la mente ha provato a sopravvivere.»
- «In aula, l'amnesia improvvisa di alcuni testimoni ha sollevato più di un sospetto.»
- «Sui crimini del passato il paese ha coltivato una comoda amnesia collettiva, fatta di programmi leggeri e anniversari dimenticati.»
- «Ogni volta che c'è da assumersi responsabilità, molti politici sembrano colpiti da un'amnesia selettiva.»
Sinonimi
↳ Più descrittiva e meno tecnica, spesso usata al posto del termine medico.
↳ Enfatizza la dimensione di spaesamento più che la classificazione clinica.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
L'amnesia occupa uno spazio particolare tra biologia e racconto: da un lato è un fenomeno osservabile, con lesioni, farmaci, crisi; dall'altro è diventata una figura narrativa potentissima, dai gialli alle serie tv. Nella vita reale, però, il vuoto di memoria è meno spettacolare e più scomodo: apre domande su quanto possiamo fidarci dei nostri ricordi, su come si ricostruisce una biografia quando alcuni capitoli spariscono, su chi decide se un'amnesia è “vera”. Il lemma ricorda che non tutto ciò che dimentichiamo è sotto il nostro controllo e che il confine tra protezione e rimozione è meno netto di quanto sembri.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.