memoria
Capacità di conservare e richiamare esperienze e informazioni, che permette alla persona di riconoscersi nel tempo tra ricordo fedele e zone d'ombra.
Definizione
Capacità della mente e del sistema nervoso di conservare e richiamare esperienze, informazioni e abitudini, rendendo possibile una continuità tra ciò che siamo stati e ciò che siamo ora. In psicologia indica l'insieme dei processi con cui un contenuto viene codificato, mantenuto e recuperato nel tempo; in filosofia è anche il luogo in cui la coscienza custodisce il passato, alimentando identità, responsabilità e narrazioni di sé. In uso comune, è tanto il ricordo vivo di qualcosa quanto la sua traccia che sfuma, tra la fedeltà del dato e le deformazioni dell'oblio.
Etimologia
Dal latino memoria, derivato di memor, -oris “che ricorda, attento a”, con radice indoeuropea ricostruita *smer- / *mer- “ricordare, preoccuparsi di”. Nel passaggio all'italiano il termine conserva sia il valore di facoltà mentale sia quello di ricordo concreto, mentre la tradizione filosofica e giuridica ne rafforza il legame con identità, testimonianza e responsabilità.
Esempi d'uso
- «Da quando è nato suo figlio, la memoria delle notti insonni si mescola alla tenerezza, e non sa più separare la fatica dalla gioia.»
- «In udienza, la memoria del testimone è stata messa in dubbio perché i fatti risalivano a più di dieci anni prima.»
- «Il romanzo lavora sulla memoria collettiva di un paese che preferirebbe dimenticare le proprie colpe.»
- «Dopo l'incidente ha recuperato gradualmente la memoria, ma alcuni giorni restano come cancellati.»
- «Anche il computer ha una sua memoria, diversa dalla nostra: perfetta nel ripetere i dati, muta nel dare loro un senso.»
Sinonimi
↳ Focalizza il singolo contenuto ricordato, non la facoltà.
↳ Ricordo sfumato, che riemerge in parte.
↳ Orientata al piano collettivo e politico.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
La memoria non è un archivio neutrale: seleziona, ricompone, cancella. Nella vita quotidiana la trattiamo come se fosse una prova, ma in psicologia e in diritto sappiamo che è fragile, esposta a suggestioni, bias e riscritture successive. Parliamo di “buona memoria” come di una dote individuale, ma esistono anche memorie collettive: racconti condivisi che tengono insieme una comunità, talvolta proprio grazie a ciò che tacciono. In un'epoca in cui delegare ai dispositivi digitali è diventato facile, il lemma apre una domanda discreta: che cosa perdiamo quando non siamo più noi a ricordare?
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.