banalità
Assenza di originalità in un'idea o in un'affermazione; ciò che è scontato al punto da deludere per eccesso di familiarità.
Definizione
Condizione di chi o di ciò che non ha nulla di nuovo da offrire: già sentito, già pensato, già detto. Una banalità è anche l'affermazione o l'idea che incarna questa condizione — quella cosa che si dice quando non si ha niente da dire. Il termine porta con sé una nota di delusione silenziosa: ci si aspettava qualcosa di più e si è trovato il già noto.
Esempi d'uso
- «Aveva parlato per dieci minuti senza dire nulla che non fosse una banalità.»
- «La banalità non è solo questione di idee: può essere anche di forma, di tono, di scelta delle parole.»
- «A volte le banalità sopravvivono perché funzionano — ma questo non le rende meno banali.»
Sinonimi
affermazione stereotipata condivisa senza riflessione
qualcosa di così evidente da non valere la pena di dirlo
formula logora per uso eccessivo
Contrari
capacità di offrire qualcosa di non ancora detto o pensato
Nota del Paroliere
La banalità ha una storia strana: in origine «banale» significava ciò che appartiene a tutti, comune nel senso feudale del bene collettivo. Poi ha perso il valore positivo e ha tenuto solo l'idea di ciò che è talmente condiviso da non valere più nulla. Hannah Arendt ne ha fatto un concetto filosofico — la banalità del male — che ha ribaltato ancora una volta il significato. Una parola che vale la pena non usare troppo in fretta.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.