Il Paroliere

ovvietà

sostantivo femminile

Ciò che è già noto a tutti e non aggiunge informazione; un'affermazione priva di originalità o valore conoscitivo nel contesto in cui viene pronunciata.

comunespregiativolinguisticaretoricasocietà

La qualità di ciò che è ovvio, cioè evidente a tutti senza necessità di dimostrazione o spiegazione; per estensione, un'affermazione, un'idea o un'osservazione priva di originalità o profondità, che non aggiunge nulla a ciò che già si sa. Chi dice un'ovvietà sta dichiarando qualcosa che il suo interlocutore conosce già — e lo sa. L'ovvietà non è necessariamente falsa: il problema non è la verità del contenuto, ma la sua banalità, la mancanza di valore informativo in quel contesto. Nel discorso pubblico e nel giornalismo, l'ovvietà è una delle forme più diffuse di riempimento: frasi che suonano dette ma non trasmettono nulla. «Bisogna fare di più», «la situazione è complessa», «occorre lavorare insieme» sono ovvietà strutturali — non false, solo vuote.


Da ovvio + suffisso -ità. Ovvio viene dal latino obvius («che si trova sulla via, che si incontra facilmente»), da ob- + via («strada»): letteralmente «ciò che sta sulla strada», quindi ciò che chiunque incontra senza doverlo cercare.


  • «Il cliente ha sempre ragione è un'ovvietà del marketing che nasconde più problemi di quanti ne risolva.»
  • «Il suo discorso era una sequenza di ovvietà ben confezionate: nulla di sbagliato, nulla di utile.»
  • «Dire che "bisogna migliorare la qualità della vita" senza spiegare come è un'ovvietà elevata a programma politico.»

banalitàcomune

piattezza per mancanza di qualità

luogo comunecomune

affermazione scontata e condivisa

lapalissataironico

verità di evidenza imbarazzante

truismoformale

affermazione trivialmente vera

tautologiatecnico

ripetizione logica dello stesso concetto


originalitàcomune

qualità di ciò che è nuovo

insightcomune

osservazione acuta e illuminante

acutezzacomune

capacità di vedere ciò che non è ovvio


ironiaretoricaluogo comuneclichébanalitàtautologialapalissiano

Ovvietà e banalità si somigliano ma non sono sinonimi perfetti. La banalità è piatta per mancanza di qualità; l'ovvietà è superflua per eccesso di notorietà. Un'osservazione banale potrebbe anche essere sbagliata; un'ovvietà è quasi sempre vera — è solo già nota. La distinzione è sottile ma vale: chi dice un'ovvietà non sta necessariamente pensando male, sta solo sprecando le parole (e il tempo di chi ascolta).


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-06-06T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-06-07T08:56:46.571Z← Tutte le voci