Il Paroliere

burocratese

sostantivomaschile

Linguaggio amministrativo verboso e formulaico, spesso criticato perché complica invece di chiarire la comunicazione tra istituzioni e cittadini.

comunecriticolinguisticasocietàamministrazione

Registro linguistico tipico delle comunicazioni scritte della pubblica amministrazione e delle istituzioni, caratterizzato — nella sua accezione negativa, con cui il termine è quasi sempre usato — da verbosità eccessiva, ricorso sistematico a perifrasi al posto di termini semplici, uso di formule fisse arcaiche, nominalizzazioni che disumanizzano l'azione ('si comunica che si è provveduto a' invece di 'abbiamo fatto'), e una sintassi ipotattica che appesantisce la lettura senza aggiungere precisione reale. Nato per esigenze legittime di formalità, univocità giuridica e responsabilità documentale, il burocratese finisce spesso per produrre l'effetto opposto a quello dichiarato: invece di chiarire diritti e doveri del cittadino, li nasconde dietro una superficie linguistica difficile da decifrare, alimentando distanza e sfiducia verso le istituzioni che lo adottano.


Formato da 'burocrazia' — dal francese bureaucratie, composto da bureau «ufficio» e il greco krátos «potere» — con il suffisso -ese, usato in italiano per indicare gerghi e linguaggi settoriali (cfr. 'politichese', 'giornalese').


  • «'Si rende noto che, a decorrere dalla data odierna, si provvederà alla sospensione del servizio' è un tipico esempio di burocratese: la stessa informazione si potrebbe dare in metà delle parole.»
  • «Movimenti per la semplificazione del linguaggio amministrativo, come il progetto 'Chiaro!' promosso da alcune pubbliche amministrazioni italiane, nascono proprio per combattere il burocratese.»
  • «Il burocratese trasforma 'ti multo' in 'si comunica l'irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall'art. ...', allontanando il cittadino dal senso reale dell'atto.»
  • «Molti moduli pubblici restano scritti in burocratese anche dopo le riforme sulla trasparenza amministrativa, perché cambiare uno stile consolidato richiede più che una direttiva.»

linguaggio burocraticotecnico

Forma neutra e descrittiva; 'burocratese' aggiunge quasi sempre una connotazione critica o ironica.

politichesecomune

Registro affine per verbosità e vaghezza, ma specifico del discorso politico piuttosto che amministrativo.


linguaggio chiarocomune


Il burocratese è un caso da manuale di come la forma linguistica possa tradire la funzione che dovrebbe servire. Il linguaggio amministrativo nasce per garantire precisione giuridica e responsabilità documentale — obiettivi legittimi — ma finisce spesso per produrre un effetto di distanza e opacità, proprio l'opposto della trasparenza istituzionale che dovrebbe garantire. Non è un caso che i movimenti di riforma del linguaggio amministrativo, in Italia come altrove, insistano sullo stesso punto: la chiarezza non è un lusso stilistico, è una condizione perché un diritto o un dovere comunicato per iscritto sia davvero esercitabile da chi legge.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-08-10T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-08-24T06:58:40.761Z← Tutte le voci