framing
Tecnica e fenomeno cognitivo per cui il modo di presentare un'informazione — parole, contesto, enfasi — ne orienta l'interpretazione senza alterarne i fatti.
Definizione
Tecnica — e insieme fenomeno cognitivo — per cui la scelta delle parole, del contesto e degli elementi enfatizzati nel presentare un'informazione ne orienta l'interpretazione, anche quando i fatti riportati restano tecnicamente accurati. Lo stesso evento può essere 'incorniciato' in modi opposti senza mentire su un singolo dato: una manifestazione può essere descritta come 'protesta pacifica' o come 'assembramento non autorizzato', una riforma fiscale come 'alleggerimento del carico' o come 'taglio ai servizi'. Il concetto, formalizzato in psicologia cognitiva dagli studi di Daniel Kahneman e Amos Tversky sulle scelte in condizioni di rischio (l'esempio classico: la stessa probabilità di sopravvivenza descritta come '90% di successo' o '10% di rischio' produce reazioni emotive diverse), è oggi centrale negli studi sui media e nella comunicazione politica, dove la scelta della cornice interpretativa spesso conta più dei fatti riportati nel determinare l'opinione del pubblico.
Etimologia
Dall'inglese framing, gerundio di to frame («incorniciare», da frame, «cornice, struttura»), a sua volta dal germanico *framjan («far avanzare, compiere»). Il termine entra nelle scienze sociali con il sociologo Erving Goffman (Frame Analysis, 1974) e viene poi ripreso e formalizzato in economia comportamentale da Kahneman e Tversky negli anni '80 con la teoria del framing effect.
Esempi d'uso
- «Due testate riportarono lo stesso dato economico con framing opposti: "la disoccupazione scende sotto il 7%" e "quasi un lavoratore su quindici ancora senza impiego" — stessa cifra, impressione ribaltata.»
- «Il framing della domanda cambiava le risposte al sondaggio: chiedere se si è favorevoli a 'tutelare la libertà d'impresa' otteneva consensi molto diversi rispetto a 'ridurre i controlli sul lavoro'.»
- «In terapia cognitivo-comportamentale si lavora anche sul framing personale: lo stesso fallimento può essere incorniciato come prova di incapacità o come informazione utile per il tentativo successivo.»
- «A differenza della → propaganda, che spesso introduce anche informazioni false, il framing può operare restando rigorosamente entro i fatti veri — il che lo rende, in certi contesti, ancora più difficile da contestare.»
Sinonimi
calco italiano meno diffuso ma usato in letteratura accademica per lo stesso fenomeno
termine più informale del gergo redazionale per indicare il punto di vista scelto per una notizia
Contrari
esposizione dei fatti priva di enfasi selettiva o cornice interpretativa deliberata
Parole correlate
Nota del Paroliere
Il framing merita un posto a sé in questo lessico perché smentisce un'intuizione comune: che per manipolare un'opinione sia necessario mentire. Kahneman e Tversky hanno mostrato che basta cambiare la cornice linguistica di un'informazione vera per invertire le preferenze delle persone su scala statisticamente significativa. Questo rende il framing uno strumento eticamente ambiguo per definizione: è impossibile comunicare senza scegliere una cornice — anche il tentativo di essere 'neutrali' è esso stesso una scelta di framing — ma è possibile scegliere cornici che aiutano la comprensione invece di sfruttare le scorciatoie emotive di chi ascolta. La differenza tra un buon giornalismo e la → propaganda si gioca spesso proprio qui: nella trasparenza con cui l'angolazione scelta viene dichiarata invece di essere fatta passare per l'unica lettura possibile dei fatti.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.