incarnazione
Il farsi corpo di un'idea astratta; nella teologia cristiana, il dogma del Verbo fatto carne.
Definizione
Il farsi corpo, concreto e visibile, di ciò che prima esisteva solo come idea, valore o principio. Con l'iniziale maiuscola indica nella teologia cristiana il dogma del Verbo fatto carne; nell'uso comune designa la persona o la cosa in cui un'idea trova la sua espressione più compiuta e riconoscibile.
Etimologia
Dal latino tardo incarnatio, dal verbo incarnare. Termine cardine della teologia cristiana dal IV secolo, poi estesosi al linguaggio filosofico e comune.
Esempi d'uso
- «Per i teologi medievali, l'Incarnazione risolveva il paradosso di un Dio insieme trascendente e presente.»
- «Quel palazzo era l'incarnazione perfetta dello stile razionalista degli anni Trenta.»
- «La chiamavano, non senza ironia, l'incarnazione della pazienza.»
Sinonimi
più diretto, spesso riferito a una singola qualità piuttosto che a un intero sistema di idee
più ampio, senza l'enfasi specifica sul corpo
Contrari
l'idea privata di ogni forma concreta, l'opposto concettuale dell'incarnazione
Parole correlate
Nota del Paroliere
Incarnazione, con la maiuscola, appartiene al vocabolario teologico più solenne; in minuscolo scivola nel quotidiano senza perdere la sua struttura profonda — dire che qualcuno è «l'incarnazione» della pazienza non è un'iperbole vuota, è la stessa idea del farsi carne applicata a una virtù. Coppia semantica con incarnare, di cui è l'esito compiuto piuttosto che il processo.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.