incarnare
Dare corpo concreto a un'idea astratta, fino a diventarne l'esempio vivente e riconoscibile.
Definizione
Dare forma concreta e vivente a un'idea, un valore o un principio astratto, al punto che chi lo osserva riconosce quell'idea proprio in quella persona o in quel gesto. In teologia cristiana indica specificamente il farsi carne del Verbo; nell'uso corrente si applica a chiunque rappresenti in modo esemplare una qualità — un attore che incarna un personaggio, un atleta che incarna un'epoca.
Etimologia
Dal latino tardo incarnare, da in- e caro, carnis, «carne». Passato dal linguaggio teologico medievale all'uso figurato corrente.
Esempi d'uso
- «Quell'attore ha incarnato il ruolo con una naturalezza che ha spiazzato la critica.»
- «Nel racconto natalizio cristiano, il Verbo si incarna e si fa uomo.»
- «Per una generazione, quella squadra ha incarnato l'idea stessa di gioco corale.»
Sinonimi
più diretto e meno solenne, spesso riferito a qualità morali o difetti
più generico, senza l'enfasi sul farsi corpo
orientato al valore simbolico più che alla presenza fisica
Contrari
raro, per lo più in filosofia: separare un'idea dalla sua forma concreta
Parole correlate
Nota del Paroliere
Incarnare porta con sé il peso teologico dell'Incarnazione ma vive benissimo fuori dalla dottrina: ogni volta che diciamo che qualcuno «incarna» un valore, stiamo usando — spesso senza saperlo — la stessa struttura concettuale del farsi carne. La parola resta viva perché quella tensione tra idea e corpo non si è mai davvero risolta.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.