malacreanza
Assenza di educazione e garbo nelle forme quotidiane; difetto di rispetto formale verso gli altri.
Definizione
Mancanza di buone maniere, di garbo, di attenzione verso gli altri nelle forme quotidiane. Non immoralità profonda: è il difetto più superficiale ma più visibile — quello che si nota subito. Si usa spesso in tono di rimprovero, rivolto a chi non ha imparato, o ha dimenticato, come ci si comporta.
Etimologia
Composto di mala (cattiva) e creanza (educazione, buone maniere), da creare nel senso antico di allevare, educare. La creanza era l'insieme delle norme di comportamento trasmesse dall'educazione familiare: la malacreanza è la loro assenza.
Esempi d'uso
- «Non rispondere al saluto è una malacreanza, non un crimine — ma lascia lo stesso un cattivo sapore.»
- «C'è una differenza tra la cattiveria e la malacreanza: una è voluta, l'altra spesso è solo ignoranza.»
- ««Che malacreanza!» — il rimprovero più frequente nelle case italiane di una certa generazione.»
Sinonimi
sinonimo diretto, forse più diffuso nell'uso contemporaneo
mancanza di cortesia, più specifica del comportamento verso gli altri
assenza di garbo, simile ma con enfasi sul singolo gesto
quando la malacreanza assume tono di sfida o mancanza di rispetto deliberata
Contrari
buone maniere, educazione ricevuta e praticata
cortesia misurata che si vede nei gesti
insieme delle norme di comportamento corretto
Parole correlate
Nota del Paroliere
La malacreanza è il peccato più democratico: chiunque può commetterla, indipendentemente da classe, istruzione o buone intenzioni. Il suo contrario — la creanza — è parola quasi scomparsa dall'uso corrente, come se anche nominarla fosse diventato demodé.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.