melassa
Sciroppo denso e scuro residuo della produzione zuccheriera; in senso figurato, qualcosa di eccessivamente viscoso, lento o stucchevolmente sentimentale.
Definizione
Liquido denso e vischioso di colore bruno scuro, residuo della lavorazione dello zucchero da canna o da barbabietola dopo la cristallizzazione del saccarosio. In senso figurato, designa qualsiasi situazione, discorso, relazione o contesto eccessivamente lenti, appiccicosi, soffocanti per eccesso di sentimentalismo o per mancanza di agilità intellettuale. La metafora sfrutta la densità vischiosa del prodotto.
Etimologia
Dallo spagnolo melaza, derivato di miel («miele»), a sua volta dal latino mel, mellis. Passato in italiano probabilmente attraverso il commercio coloniale dello zucchero nei secoli XVI-XVII.
Esempi d'uso
- «La melassa di canna integrale ha un sapore intenso, quasi amaro, molto diverso dallo zucchero raffinato.»
- «Quel romanzo è pura melassa: troppe lacrime, troppi abbracci, zero tensione narrativa.»
- «La riunione si era trasformata in una melassa di buoni propositi senza alcuna decisione concreta.»
Sinonimi
senso letterale
senso figurato
eccesso di dolcezza
in senso figurato di lentezza appiccicosa
Contrari
in senso figurato
in senso figurato
in senso figurato di stile asciutto
Parole correlate
Nota del Paroliere
L'uso figurato di melassa è interessante perché porta con sé non solo la dolcezza ma soprattutto la viscosità: qualcosa in cui ci si impantana, da cui è difficile uscire. È una parola più visiva e sensoriale di sentimentalismo, più concreta e meno accademica. Funziona bene per descrivere certi prodotti culturali — film, testi, discorsi politici — che catturano l'attenzione con l'emozione per poi lasciarti senza nulla di solido tra le mani.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.