mellifluo
Dolce e fluido nel suono o nello stile, spesso con sottinteso di artificiosità o eccesso calcolato.
Definizione
Detto di voce, tono o stile: così fluido e dolce da risultare, all'orecchio attento, quasi sospetto. L'aggettivo porta con sé un'ambivalenza strutturale: in origine aveva valore puramente positivo (dolce come il miele), ma nell'uso contemporaneo segnala quasi sempre un'eccessiva o calcolata suavità, quella di chi sceglie le parole come si addolcisce una medicina amara. Si applica tanto alla retorica quanto ai rapporti interpersonali.
Etimologia
Dal latino mellīfluus, composto di mel, mellis (miele) e fluere (scorrere). La metafora originaria era quella di un discorso che scorre come miele — immagine positiva nell'Antichità, progressivamente ironizzata nei secoli successivi.
Sinonimi
accentua la capacità persuasiva, meno il giudizio sulla qualità del suono
più marcato negativamente, suggerisce adulazione servile
raro, segnala lusinga e adulazione con registro elevato
diminutivo ironico del concetto, registro decisamente basso
Contrari
tono secco, senza ammorbidimenti
stile che non concede nulla alla dolcezza o alla mediazione
diretto e senza filtri retorici, indipendentemente dal giudizio di valore
Parole correlate
Nota del Paroliere
Il percorso storico di mellifluo è un caso di parola che ha cambiato segno senza cambiare forma: Bernardo di Chiaravalle veniva chiamato Doctor Mellifluus — e il titolo era un elogio. Oggi usarlo senza ironia richiederebbe uno sforzo stilistico considerevole. La lingua ha incorporato una diffidenza verso la dolcezza eccessiva che l'originale latino non prevedeva affatto — spia linguistica del nostro rapporto ambivalente con la retorica e la persuasione.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.