permissivismo
Tendenza a ridurre regole e limiti fino all'eccesso; in pedagogia, assenza di confini educativi chiari.
Definizione
Orientamento culturale o pratica educativa che tende a ridurre al minimo le regole, i limiti e le sanzioni nei confronti di comportamenti altrimenti soggetti a controllo. Nel dibattito pedagogico indica un eccesso di tolleranza che finisce per privare il soggetto — in particolare il bambino — di riferimenti stabili; in politica è spesso usato come accusa rivolta a chi si oppone a misure repressive.
Etimologia
Derivato di permissivo (dal latino permissus, participio di permittere, lasciare passare, concedere) con il suffisso -ismo, che in italiano marca un sistema di idee o un atteggiamento sistematico. Il termine si afferma nel lessico pedagogico e giornalistico italiano dagli anni Settanta.
Sinonimi
con accento sulla rilassatezza delle norme, usato anche in ambito istituzionale
descrizione perifrastica, meno tecnica
Contrari
l'eccesso opposto: imposizione rigida di regole senza spazio per la discussione
inflessibilità normativa, spesso usato in ambito morale o disciplinare
Parole correlate
Nota del Paroliere
Il permissivismo va distinto dalla permissività genuina, che nella pedagogia contemporanea indica un approccio consapevole basato sulla fiducia e sull'autonomia. Il permissivismo è invece la sua caricatura: l'assenza di confini non come scelta educativa, ma come resa o indifferenza. Nel dibattito pubblico italiano il termine ha una forte carica retorica: accusare qualcuno di permissivismo equivale spesso a dipingerlo come irresponsabile.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.