pervicacia
Ostinazione che non cede alla ragione; tenacia portata oltre il limite del senso.
Definizione
Tenacia che resiste al limite dell'irragionevolezza: la pervicacia non cede di fronte alla smentita, alla sconfitta o al buon senso altrui. A differenza della perseveranza, che è orientata verso un fine condiviso, la pervicacia si chiude in sé stessa e trasforma la costanza in cocciutaggine strutturale.
Etimologia
Dal latino pervicacia, derivato di pervicax — composto di per- (con valore intensivo) e vincere: chi è pervicace vince su tutto, anche sulla ragione. Il suffisso -ax indica una disposizione stabile, non un atto isolato.
Sinonimi
più neutro, non implica necessariamente irragionevolezza
connotazione spesso positiva, enfatizza la resistenza
registro più basso, marcatamente critico
Contrari
la disposizione opposta, a volte eccessiva
capacità di adattarsi senza irrigidirsi
antonimo del senso psicologico-comportamentale
Parole correlate
Nota del Paroliere
La pervicacia si distingue dalla perseveranza per il rapporto con l'esterno: chi persevera ascolta e aggiusta; chi è pervicace chiude le finestre. Non è un difetto assoluto — in certi contesti storici e creativi, quella testardaggine cieca ha prodotto capolavori. Ma il confine con l'autolesionismo è sottile.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.