perseveranza
Continuare verso un fine anche quando il percorso si fa lungo, difficile o incerto.
Definizione
Capacità di mantenere un proposito nel tempo senza cedere alle interruzioni, alla stanchezza o al dubbio. Non è ostinazione cieca: comporta una valutazione continua del fine, che resta riconosciuto come degno di essere perseguito anche quando il percorso si fa lungo o incerto. In psicologia viene studiata come tratto disposizionale legato alla resilienza e all'autoregolazione.
Etimologia
Dal latino tardo perseverantia, derivato di perseverare (composto di per- + severus: rimanere saldo). Il termine era già usato da Cicerone e dai Padri della Chiesa con valore sia etico sia spirituale.
Sinonimi
più legata alla stabilità nel tempo che alla spinta verso un obiettivo
enfatizza la resistenza all'ostacolo, più fisica e combattiva
accentua la forza della scelta, meno il suo protrarsi
sfumatura quasi ostinata, talvolta usata in modo ironico
Contrari
abbandono del proposito per cedimento o distrazione
disposizione a rinunciare al primo ostacolo
cambiamento frequente di direzione, di umore o di intenzione
Parole correlate
Nota del Paroliere
In italiano la perseveranza ha una tradizione etica molto più lunga di quanto il suo uso corrente lasci intuire: Dante la pone tra le virtù necessarie al cammino, e la tradizione morale la distingue nettamente dall'ostinazione, che è perseverare verso un fine sbagliato. Nella psicologia contemporanea il costrutto anglosassone grit — introdotto da Angela Duckworth — ne ha rinnovato la rilevanza scientifica, portando un termine antico nel lessico della ricerca empirica sull'eccellenza.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.