recidivo
Chi ricade nello stesso comportamento sbagliato dopo averne già pagato le conseguenze — in senso giuridico o, ironicamente, nella vita di tutti i giorni.
Definizione
Chi — dopo aver già subìto le conseguenze di un comportamento scorretto o illegale — vi ricade in modo consapevole o sistematico. In diritto costituisce una circostanza aggravante, segnale che la sanzione precedente non ha prodotto effetto deterrente. Nel parlato corrente si usa anche con tono ironico, per chi ripete imperterrito gli stessi errori nonostante l'esperienza.
Etimologia
Dal latino recidivus, 'che ricade, che torna', derivato di recidere (ricadere) — composto di re- (di nuovo) e cadere. La stessa radice di recidiva in medicina: la ricomparsa di una malattia.
Esempi d'uso
- «Era recidivo: terza condanna per lo stesso reato, circostanza aggravante automatica.»
- «Si dichiarò recidivo nel dimenticare gli anniversari, quasi con orgoglio.»
- «La recidiva in campo medico e quella in campo giuridico condividono la stessa logica: qualcosa è tornato che non doveva tornare.»
- «Recidivo nell'ottimismo — quella volta che lo descrissero così, lo prese come un complimento.»
Sinonimi
che non si riesce a correggere, con tono più rassegnato
che non mostra pentimento, con sfumatura morale più marcata
nel diritto, il reato commesso per abitudine — categoria distinta dalla recidiva
Contrari
chi ha cambiato comportamento dopo le conseguenze
chi non ripete l'errore
Nota del Paroliere
Recidivo è una parola che ha fatto il salto dal diritto penale al parlato quotidiano conservando entrambi i sensi. Nel parlato ironico descrive una specie di fedeltà ai propri difetti — quasi ammirevole nella sua coerenza. È raro che una parola tecnica acquisisca una sfumatura così affettuosa nell'uso comune.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.