Il Paroliere

reticenza

sostantivofemminile

Omissione deliberata che parla senza rivelare tutto: né silenzio né menzogna, ma discorso calcolato.

comunetecnicocomunicazioneretoricapsicologia

Omissione deliberata di ciò che si sa o si pensa: non menzogna, ma discorso che si ferma prima di dire tutto. In retorica classica corrisponde all'aposiopesi — la frase interrotta che lascia intendere più di quanto enuncia. Nel parlato comune indica una riservatezza attiva, diversa dal silenzio: la reticenza sceglie le parole, ma ne trattiene altre.


Dal latino reticentia, derivato di reticere, 'tacere, non dire'. Composto di re- (rafforzativo) e tacere. Attestato in italiano dal Cinquecento.


  • «Rispose con una reticenza che valeva più di una risposta diretta.»
  • «La sua reticenza sui dettagli finanziari aveva iniziato a insospettire i soci.»
  • «Non era timidezza la sua, era reticenza: sapeva tutto e sceglieva cosa dire.»
  • «In retorica la reticenza è una figura: il non-detto che definisce il detto.»

riservatezzacomune

più neutro, non implica necessariamente omissione strategica

omissioneformale

termine più tecnico, usato anche in senso giuridico

silenziocomune

assenza totale, non scelta selettiva come la reticenza


franchezzacomune

dire tutto senza calcolo né omissione

trasparenzacomune

assenza di filtri tra pensiero e parola


La reticenza è una forma di potere linguistico sottovalutata. Chi tace tutto è assente; chi mente è altrove; ma chi è reticente è sempre presente — solo che ha scelto dove fermarsi. È forse per questo che la reticenza crea più ansia della menzogna: lascia l'interlocutore a lavorare su ciò che non è stato detto.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-05-19T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-05-25T07:57:46.877Z← Tutte le voci