retorica
Disciplina che studia le tecniche del discorso persuasivo — struttura, argomentazione, figure — nata nella Grecia classica come arte civile.
Definizione
Disciplina che studia e insegna l'arte di parlare e scrivere in modo efficace per persuadere, informare o commuovere un uditorio, attraverso l'organizzazione del discorso e l'uso consapevole delle sue tecniche (figure, argomentazione, struttura, ritmo). Nata nella Grecia classica come tecnica civile — indispensabile per chiunque volesse parlare in tribunale o in assemblea — la retorica fu sistematizzata da Aristotele nei tre generi (giudiziario, deliberativo, epidittico) e nelle tre leve persuasive di ethos, pathos e logos, poi arricchita dai retori latini con la teoria delle cinque fasi di costruzione del discorso (inventio, dispositio, elocutio, memoria, actio). Nell'uso corrente il termine ha sviluppato anche un'accezione riduttiva e spregiativa — 'è solo retorica' per indicare un discorso vuoto e privo di contenuto reale — che ne rovescia il significato tecnico originario: la retorica in senso proprio non è l'assenza di sostanza, ma la scienza di comunicarla in modo efficace.
Etimologia
Dal greco rhētorikḗ (téchnē), «arte del rhḗtōr», cioè dell'oratore, derivato di rhêsis («discorso, parola»). Passata al latino rhetorica e da lì in tutte le lingue romanze, mantenendo pressoché intatto il significato originario per oltre due millenni.
Esempi d'uso
- «Studiò retorica non per imparare a ingannare, ma per riconoscere quando qualcun altro stava usando le sue tecniche contro di lui.»
- «Il discorso era un capolavoro di retorica: partiva da un aneddoto personale (pathos), citava le proprie credenziali (ethos) e chiudeva con dati verificabili (logos).»
- «"È solo retorica", disse scrollando le spalle — confondendo, come spesso accade, la disciplina con il suo abuso più superficiale.»
- «La → captatio benevolentiae con cui apriva ogni intervento era un classico esempio di retorica giudiziaria applicata al contesto aziendale.»
Sinonimi
più centrato sulla qualità naturale o acquisita di parlare bene, meno sulla disciplina teorica
quasi-sinonimo, con enfasi sulla dimensione pratica del parlare in pubblico
Contrari
essenzialità del discorso, priva di elaborazione retorica
in senso estremo, incapacità di costruire discorso — opposto clinico e non semantico
Parole correlate
Nota del Paroliere
Vale la pena restituire dignità tecnica a questa parola, che nell'italiano corrente porta quasi sempre una connotazione negativa non meritata dal suo significato originario. Aristotele stesso, nella sua Retorica, la difendeva come strumento neutro — utile tanto alla verità quanto alla menzogna, proprio come la logica — e ne condannava non l'esistenza ma l'uso scorretto. La differenza tra retorica e → demagogia o → propaganda non sta nelle tecniche impiegate, spesso le stesse, ma nel rapporto con la verità e con l'interlocutore: la retorica in senso pieno presuppone un uditorio capace di giudizio, a cui si offrono ragioni verificabili; i suoi abusi presuppongono invece un uditorio da aggirare. Studiare retorica, in questo senso, è anche il modo migliore per difendersi da chi la usa senza dichiararlo.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.