Il Paroliere

captatio benevolentiae

locuzione-nominalefemminile

Nella retorica classica, l'esordio del discorso dedicato a conquistare la benevolenza dell'uditorio; oggi indica, spesso con ironia, ogni premessa che predispone favorevolmente prima di una richiesta scomoda.

tecnico-retoricocoltoironicoretoricadirittolinguisticacomunicazione

Nella retorica classica, la parte iniziale del discorso — tipicamente l'esordio dell'orazione giudiziaria o l'apertura di una lettera formale — dedicata esplicitamente a conquistare la benevolenza e l'attenzione dell'uditorio prima di entrare nel merito dell'argomento. Cicerone e i manuali retorici latini la classificavano come primo passo obbligato di ogni orazione efficace: elogiare i giudici, mostrare modestia sulle proprie capacità oratorie, richiamare un interesse condiviso con il pubblico. Nell'italiano contemporaneo la locuzione è sopravvissuta soprattutto in ambito accademico, giornalistico e colloquiale-colto per indicare, spesso con una punta di ironia, qualunque premessa che serva a predisporre favorevolmente l'interlocutore prima di una richiesta, una critica o una notizia scomoda — dal 'so che sei molto impegnato, ma...' di una email di lavoro alla frase di cortesia con cui si apre un rimprovero.


Locuzione latina composta da captatio, -onis («ricerca, conquista», da captare, frequentativo di capere, «prendere») e benevolentia («buona disposizione d'animo», da bene + velle, «voler bene»). Termine tecnico della manualistica retorica romana, in particolare della Rhetorica ad Herennium e del De Inventione ciceroniano, dove indicava una delle funzioni canoniche dell'exordium.


  • «Aprì la mail di lavoro con una captatio benevolentiae di rito — "spero tu stia passando un'estate serena" — prima di comunicare il taglio del budget.»
  • «In tribunale, l'avvocato dedicò i primi minuti a una captatio benevolentiae verso la giuria, richiamando valori condivisi prima di affrontare i fatti.»
  • «"Sarò breve e diretto", disse — e chiunque conoscesse la sua captatio benevolentiae preferita sapeva che sarebbe seguito un discorso lunghissimo.»
  • «La → lusinga iniziale rivolta al pubblico non era una captatio benevolentiae innocente: preparava il terreno a una richiesta di fondi non dichiarata in apertura.»

exordiumtecnico-retorico

termine latino più ampio per l'intera parte introduttiva del discorso, di cui la captatio benevolentiae è una funzione specifica

premessa ossequiosaironico

resa colloquiale e spesso critica dello stesso meccanismo


attacco direttocomune

entrare subito nel merito senza premesse di cortesia o predisposizione dell'uditorio



È una delle poche locuzioni tecniche della retorica classica sopravvissute intatte, in latino, nell'italiano colto contemporaneo — segno che il fenomeno che descrive è talmente ricorrente da non aver mai avuto bisogno di un equivalente italiano più maneggevole. Va usata con precisione: non ogni gentilezza in apertura di discorso è captatio benevolentiae in senso tecnico, ma solo quella costruita specificamente per abbassare le difese critiche dell'ascoltatore prima di un passaggio che, altrimenti, incontrerebbe resistenza. Riconoscerla è un piccolo esercizio di igiene critica: quando un discorso si apre con complimenti insistiti o richiami a valori condivisi, vale la pena chiedersi cosa sta per arrivare subito dopo.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-08-10T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-08-24T06:58:39.476Z← Tutte le voci