rovello
Cruccio ostinato e circolare che non si risolve — la mente vi torna sopra senza riuscire a lasciarlo andare.
Definizione
Pensiero che ritorna insistentemente sullo stesso punto senza trovare pace né risoluzione, come una spina conficcata nella mente che non si riesce né a togliere né a ignorare. Nella tradizione letteraria, soprattutto toscana, il rovello nomina quella forma di cruccio che tiene sveglio, che occupa il pensiero, che si alimenta di sé senza arrivare da nessuna parte.
Esempi d'uso
- «Il rovello di quella notte non lo abbandonò per settimane.»
- «Non era rimpianto — era rovello: la stessa domanda che tornava ogni volta che si fermava a pensare.»
- «Scrivere era il suo modo di dare forma al rovello, non di risolverlo.»
Sinonimi
preoccupazione persistente che pesa — meno circolare del rovello
sofferenza più intensa, con maggiore carica emotiva
pensiero che preme e non lascia in pace
Contrari
pace interiore, assenza di pensieri tormentosi
accettazione che interrompe il circolo del rovello
Nota del Paroliere
Rovello è una di quelle parole che il toscano ha conservato con una precisione che l'italiano standard non ha saputo mantenere. Nomina qualcosa di specifico: non la tristezza, non il rimpianto, non l'ansia — ma quel pensiero che gira e non si esaurisce, che non è abbastanza grave da chiamarsi ossessione, ma abbastanza tenace da occupare il silenzio. Una parola che vale la pena tenere viva.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.