rimpianto
Dolore malinconico per ciò che è andato perduto o non è mai avvenuto, senza necessariamente implicare colpa.
Definizione
Dolore quieto per qualcosa che non c'è più — un'occasione perduta, una scelta non fatta, un tempo che non torna. A differenza del rimorso, non presuppone colpa: si può rimpiangere anche ciò che era fuori dalla propria portata, o semplicemente diverso da come è andato.
Etimologia
Deriva dal verbo rimpiangere, composto di ri- e piangere, con il senso di 'piangere di nuovo' o 'piangere per qualcosa che è perso'. Attestato in italiano dal XIV secolo.
Esempi d'uso
- «Non era rimorso il suo — era rimpianto: nessuna colpa, solo la consapevolezza che quella porta non si sarebbe più riaperta.»
- «Il rimpianto più comune non riguarda ciò che si è fatto, ma ciò che non si è mai osato fare.»
- «Parlava di quel periodo con un rimpianto misurato, senza nostalgia eccessiva.»
- «C'è un rimpianto che non pesa: quello per le cose belle vissute e finite nel modo giusto.»
Sinonimi
più legata al passato e ai luoghi, meno al senso di perdita personale
stato d'animo diffuso, non necessariamente legato a un evento specifico
più generico, include anche situazioni presenti
Contrari
dolore per una colpa commessa — il rimpianto non implica colpa
stato opposto di pace con ciò che è stato
Nota del Paroliere
In italiano il rimpianto ha una qualità silenziosa che lo distingue dal suo cugino rumoroso, il rimorso. Non urla: è più simile a una nota che resta in sospeso. Alcune lingue non distinguono tra i due — in inglese 'regret' copre entrambi, appiattendo una differenza che in italiano è netta e vissuta. Rimpiangere qualcosa non vuol dire avere sbagliato: vuol dire aver amato abbastanza da sentirne la mancanza.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.